46) Keynes. Economia e psicologia.
Secondo Keynes i fenomeni psicologici non sono n prevedibili, n
controllabili da una teoria economica.
J. M. Keynes, The General Theory of Employment, [La teoria
generale dell'occupazione, 1937], in Collected Writings, volume
quarto, London 1972, pagina 115, traduzione italiana R. W. Clower,
La teoria monetaria, Angeli, Milano, 1972, pagina 193.

 La psicologia di una societ di individui, ciascuno dei quali sta
cercando di copiare gli altri, conduce a ci che potremmo
rigorosamente chiamare una valutazione convenzionale [...]. In
particolare, essendo basata su cos inconsistenti fondamenta, essa
 soggetta a improvvisi e violenti cambiamenti. La norma della
calma e dell'immobilismo, della certezza e della sicurezza,
improvvisamente viene meno. Nuovi timori e speranze, senza
preavviso, guideranno il comportamento umano. La forza della
delusione potrebbe improvvisamente imporre una nuova base di
valutazione convenzionale. Tutte queste graziose, gentili tecniche
adatte a una camera di consiglio affollata di bravi tecnici e a un
mercato appropriatamente regolato, hanno buone probabilit di
crollare. In ogni momento, dei lievi timori e delle ugualmente
lievi e ingiustificate speranze non sono del tutto acquietate e
giacciono solo a poca distanza dalla superficie.
Forse al lettore sembra che queste disquisizioni filosofiche di
carattere generale sul comportamento dell'umanit sono in un certo
senso lontane dalla teoria economica in discussione. Ma io non lo
credo. Sebbene questo sia il nostro modo di comportarci sul
mercato. Io accuso la teoria economica classica di essere essa
stessa una di queste graziose e gentili tecniche che si dedica
allo studio del presente, astraendo dal fatto che sappiamo molto
poco del futuro.
Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati,
Milano, 1991, volume quarto, pagina 57.
